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Oltre le barriere: il dono del “mentale intuitivo”


L’unica barriera che gli animali incontrano nel tentativo di avvicinamento agli uomini è quella che gli uomini stessi hanno eretto nel corso della civilizzazione, dopo avere emarginato l’intelligenza emotiva e intuitiva e avere scelto di affidare alla logica e all’eccesso di razionalità il potere primario su cui costruire la “cultura del progresso”, che, come è facile osservare, ci sta disumanizzando.

La barriera di cui parliamo è rappresentata dal lavorio continuo, ossessivo della mente, votata alla logica assoluta, e dalla nostra scarsa capacità di controllarne l’uso.

La vita dell’uomo è determinata dalla relazione tra le strutture di base, strettamente collegate tra loro: il corpo, l’anima (nel significato che Hillman affida al termine), la mente, la coscienza e l’inconscio.

Il corpo comprende anche il cervello, in cui si attivano continuamente milioni di neuroni, stimolati da idee, da pianificazioni, da progetti, da emozioni, che tendiamo, quasi sempre a organizzare secondo una logica stretta, che prevede soltanto l’attività razionale della mente.

Ormai raramente nella mente umana transitano immagini che commuovono l’anima e il cuore, che fanno vibrare le frequenze sottili che aprono l’accesso al sussurrio delle voci interiori, ma anche di quelle che ci giungono dal mondo vibrante della natura e dell’“oltrenatura”, di cui molti hanno dimenticato l’esistenza e quindi le origini.

Perché gli animali possano avvicinarsi e perché a noi sia concesso di “sentire” la loro presenza, nella intimità dei nostri rapporti umani, sorretti dai sentimenti, dobbiamo “riprendere in mano, i nostri corpi e la loro guida”, per scavalcare gli ostacoli e gli eccessi della mente razionale. Allora si attiverà il flusso mentale intuitivo, che produce un effetto liberatorio e ci consente di avere accesso a quelle parti profonde di noi, spesso dimenticate.

“Il mentale intuitivo è un dono – scriveva Albert Einstein – il mentale razionale è un servitore fedele. Abbiamo creato una società che onora il servitore ma ha dimenticato il dono”.

Soltanto aderendo ad un particolare stato dell’anima noi possiamo accedere a quella forma di “misticismo sovraumano”, come dice Eugène Thacher, che è lo stato di grazia necessario per esprimere i nostri talenti naturali, affinché il nostro destino si compia.

Accettando il dono che ci ha offerto la cultura spirituale delle società arcaiche, impregnate dall’istintualità animale, noi risvegliamo le nostre possibilità intuitive. Quelle che danno accesso alle nostre stanze intime, dove l’anima stessa trova la capacità di seguire il ritmo dell’esistenza, con i suoi battiti e i suoi silenzi, capaci di ripulire i nostri ascolti dal frastuono del mondo.

Soltanto così, ognuno di noi potrà cogliere tutte le sfumature delle voci, dei rimproveri, dei segnali di pericolo, dei suggerimenti terapeutici e spirituali che giungono dall’animale, che si propone come “guida”.

Liberati dai messaggi ingannevoli delle società storiche, tecnologiche e totalmente votate alla razionalità, potremo finalmente programmare dei momenti intimi di distacco, delle isole personali dove predisporsi al lavoro di auto-trasformazione.

Un percorso che inizia con il ritorno all’animalità originaria (che non ci ha mai abbandonato) e con il ricupero dell’idea di “anima”, così come ce l’ha fatta conoscere, più di trent’anni fa, il filosofo e analista, figlio del pensiero junghiano, James Hillman, con l’opera Il codice dell’anima, scritta, a mio parere, per ridare all’uomo un’originale (ma è antichissima) visione delle sue radici.

Dal libro “Gli animali guida nostri custodi e maestri” di Filippo Massara

Mahan Anna

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21 RITUALI AL GIORNO

Dal libro di Theresa Cheung

qui sotto un riassunto della sua proposta di introdurre nella vita dei rituali, 7 per ogni fase del giorno, mattino, pomeriggio e sera. L’idea di fondo mi sembra azzeccata perchè mette in chiaro anche senza prendere una posizione netta che pensare positivo, non ha un effetto nella vita delle persone, se questo pensiero non viene accompagnato anche da azioni, positive, così, consiglia di adottare degli schemi per 21 giorni, ribadendo a più riprese che non si deve trattare di nuove abitudini ma di momenti di consapevolezza, ritualizzati, attraverso i quali attuare una danza con la propria essenza (ndr) di seguito l’elenco dei rituali

Rituale #1: Alzati prima

Rituale #2: Stirati bene invece di allungare la mano per prendere il cellulare

Rituale #3: Poniti una semplice domanda

Rituale #4: Respira

Rituale #5: Sorridi allo specchio

Rituale #6: Visualizza la linea del traguardo

Rituale #7: Ascolta la tua canzone

Rituale che cambia la vita #8: Riordina una cosa

Rituale che cambia la vita #9: Riempi la tua tazza

Rituale che cambia la vita #10: Lascia andare

Rituale che cambia la vita #11: Di’ una piccola preghiera

Rituale che cambia la vita #12: Illumina qualcuno

Rituale che cambia la vita #13: Ascolta, e ascolta davvero

Rituale che cambia la vita #14: Qui e ora

Rituale che cambia la vita #15: Un momento di solitudine

Rituale che cambia la vita #16: Rendi grazie prima di cena

Rituale che cambia la vita #17: Tieni un diario

Rituale che cambia la vita #18: Scattati un selfie

Rituale che cambia la vita #19: Ripeti dopo di me

Rituale che cambia la vita #20: Visualizza il domani

Rituale che cambia la vita #21: Ringrazia

La Cheung nel suo libro spiega dettagliatamente ogni rituale, ma consiglia anche di personalizzare ognuno di questi facendone degli atti che si muovono dalla nostra essenza.


Molti di questi gesti credo, fanno già parte della vita di alcuni di noi, potremmo comunque usare questo schema come un memorandum. Sono finiti i tempi in cui ci affidavamo ciecamente dell’esperienza di altre persone, senza provare a costruire la nostra propria esperienza, teniamo presente, solo quello che dentro di noi risuona e ci fa muovere verso una direzione di consapevolezza e determinazione

p.s #ripeti dopo di me : intende ripetere affermazioni positive. Quella del selfie, per me risulta incomprensibile 😑

Mahan Priti