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Solstizio d’inverno 2020

Ho deciso di scrivere anch’io qualche personale impressione su questo solstizio, sperando di essere, semplice e comprensibile.

Secondo il vocabolario italiano il solstizio é :

Ciascuno dei due momenti in cui il Sole raggiunge la massima declinazione.

  • Solstizio d’estate, quando il Sole, il 21 giugno, si trova nel primo punto del Cancro e cessa di alzarsi sopra l’equatore celeste.
  • Solstizio d’inverno, quando il Sole, il 22 dicembre, si trova nel primo punto del Capricorno e cessa di scendere rispetto all’equatore celeste

Una definizione esoterica del solstizio invernale potrebbe essere: la rappresentazione, magica e simbolica dell’inizio di un nuovo ciclo, ed è connesso al pianeta Saturno. Nell’emisfero settentrinale, l’energia si contrae, in quello meridionale l’energia si espande.

Nell’ultimo quarto dell’anno astrologico, è il momento della introspezione e della quiete. Come accade in natura è il momento di rallentare di ascoltare di rivolgere l’energia verso di se e di dare una direzione autentica alla vita.

Quest’anno si verificherà un’evento astrologico, molto particolare, la congiunzione di Giove e Saturno, immaginate l’espansione e la contrazione seduti a tavolino a misurarsi la loro energia e la loro efficacia. Cosa accadrà? La tentazione, di scorrere siti e pagine che ci parlano di questa congiunzione è forte ed anche lecita, eppure posso dire con certezza che quello che accadrà, accadrà anche dentro di noi, oggi, stasera adesso! Basta sedersi, fare spazio tra i pensieri ed ascoltare come queste energie si muovono dentro, quali sensazioni risvegliano e quali immagini manifestano.

E’ Buona cosa oggi restituire qualcosa alla Madre Terra, portate dei semi per gli uccelli, rilasciate la terra delle vostre piante, in natura, offrite un canto di ringraziamento, danzate, per sciogliere i nodi di dolore e di rabbia, fate pulizia.

Ancora oggi accendete candele bianche, trovate un momento in questa giornata, per ringraziare e liberare i vostri antenati, offrendo un bicchiere d’acqua e una candela.

Questa sera prima di addormentarvi sedete qualche minuto, per osservare la quiete tra la fine di un ciclo e l’inizio di un nuovo ciclo.  osservate quello che succede nel vostro corpo, osservate ciò che succede alla vostra energia, e consolidate questo impegno: “Prendo tutta la saggezza, i pensieri e i sentimenti che sono cresciuti nell’oscurità e li porto alla luce per condividerli, nominarli, pronunciarli ad alta voce.”

Buon solstizio, buon giro di boa, siate pronti, siate svegli, condividete, ringraziate.

Mahan Priti Anna


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La forza sacra dietro ogni magia

Tutte le culture hanno percepito una forza sconosciuta che è alla base di tutti i fenomeni paranormali, e che è un elemento essenziale di tutta la vita su questo pianeta.
Gli indù lo chiamano prana.
I sufi lo riconoscono come Baraka.
I cinesi lo chiamano chi.
I giapponesi lo identificano come ki.
Gli antichi norvegesi si fondevano con l’energia come wodan.
Varie tribù di nativi americani cantano il suo nome come wakan, manitou,
o orenda.
Potrebbe anche essere la forza che nella tradizione ebraica è nota come
Ruach ha-kodesh e che i cristiani accolgono come il Santo
Spirito.
Nous di Platone e Causa formativa di Aristotele sono altri due concetti
che incarnano i tentativi persistenti dell’umanità di identificare e per definire la forza misteriosa. Forse questa Energia Sconosciuta, salutata con tanti nomi, è quello stesso agente di cui il grande Eliphas Levi ha scritto:
Esiste un agente naturale e divino, materiale e spirituale,
un mediatore di plastica universale, un ricettacolo comune delle vibrazioni
dei movimenti e delle immagini della forma, un fluido e una forza, che può
essere chiamata in qualche modo l’immaginazione della natura. L’esistenza di questa forza è il Grande Arcano della magia pratica.


Nel corso della storia, migliaia di avatar, santi, guaritori, Sciamani, guru, sacerdoti di medicina, profeti e operatori di miracoli hanno capito che la capacità di controllare questa energia è un aspetto di quella “scintilla di dio” all’interno dei templi del proprio corpo. Altruisticamente,
hanno poi cercato di far comprendere che questa forza sacra è accessibile; perché in qualche modo la psiche umana funge da canale per questo
energia che, a sua volta, abilita la telepatia, la psicocinesi, la profezia,
chiaroveggenza, levitazione e così via.
Gli sciamani hanno affermato di essere in grado di vedere l’energia sacra come isolata, punti luminosi pulsanti; come spirali; o come nuvole o aure che circondano il corpo umano o un oggetto con cui ha una cosa vivente
entrare in contatto diretto. I curatori usano il mana per guarire riequilibrare.

Conoscere questa energia provare a trovare il contatto con essa riesce a collegarti alla rete di informazioni di luce quella matrix in cui siamo tutti collegati, e alza la vibrazione personale e collettiva.

Mahan Priti Anna



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