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Animali di potere “esercizio pratico”

Per questo esercizio avrai bisogno di una musica di tamburi sciamanici, ne puoi trovare diversi su youtube. Un posto tranquillo, e almeno 30 minuti di tempo, assicurati di non essere disturbato.

Sdraiati a terra, o se preferisci, puoi affrontare il viaggio da seduto, copriti gli occhi con un foulard, o mantieni gli occhi chiusi, con le luci spente. ascolta la registrazione del tamburo e mettimi in relazione, con l’insieme dei suoni, o con la vibrazione, generale di questo suono. segui questo suono, fino a che non ti lasci alle spalle il tuo normale stato di coscienza.

Per aiutarti ad accedere a questo stato di coscienza fai diversi respiri pieni e trattieni l’aria dentro i polmoni fino a quanto riesci, tieniti collegato al suono ….. lascia che ai tuoi occhi si manifesti un colore, qualsiasi colore, prova a trattenerlo e studiane il contorno la forma e l’intensità, si presente a te stesso ma lascia la parte bassa di te che si rilassi, sempre di più.

Ora chiedi a tuo animale di potere di manifestarsi, datti tempo perchè questo esercizio può richiedere diverso tempo, non forzare alcuna situazione, se vorrà l’animale di potere apparirà a suo piacimento, potrebbe non essere l’animale che ti aspetti, ma è così che deve essere, non si tratta del tuo animale preferito!

Quando l’animale appare, ringrazia e prenditi del tempo per stare in sua compagnia, e cerca di metterti in relazione telepatica con lui, prendi nota di tutti i dettagli della visione, lo sfondo, la dimensione i colori, lo sguardo, la sensazione generale, ogni cosa è un messaggio indirizzato al tuo essere.

Quando l’animale svanisce, lentamente puoi aprire gli occhi. Ti consiglio di memorizzare e di prendere nota di quello che è accaduto, che rileggerai in un secondo momento, e che ti fornirà un quadro completo quasi orchestrato apposta per te.

Non sempre in questi esercizi puoi essere certo che sia esattamente il tuo animale di potere, ma potrebbe trattarsi di un messaggio introduttivo che ha necessità di essere convogliato da quel tipo di animale, abbi fiducia, presenza, perseveranza, e se puoi fatti guidare da un praticante sciamano.

Sappi che l’animale di potere non aspetta altro che mettersi in contatto con te, il viaggio in realtà e appena cominciato.

Mahan Priti Anna


I miei seminarsi, corsi, colloqui individuali, sono tutti a contributo volontario.

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Alla ricerca dell’animale di potere

La nostra società ha imparato a diffidare dell’invisibile e dell’ignoto, e l’idea del viaggio fuori dal corpo e del contatto con gli spiriti spesso sembra bizzarra o paurosa. La verità è che sciamani e visionari hanno parlato e si sono relazionati con esseri non fisici di questo tipo dall’inizio del tempo registrato. Gli sciamani di ogni tradizione, dall’Australia al Nord America, dalla Siberia all’Europa, hanno tutti imparato ad ascoltare le voci dei loro aiutanti interiori, in qualunque forma o modo si manifestino, inclusa quella dell’animale di potere.

GUARDIANI DELLO SPIRITO

È ancora comunemente ritenuto che tutti abbiano uno spirito attaccato a noi fin dalla nascita. Questo essere assumerà spesso la forma di un animale e fungerà da guardiano e guida sia nei regni interiori che nel mondo della manifestazione. Può assumere la forma di un compagno invisibile oppure di animale.

In ogni caso questi esseri non sono creature reali, ma spiriti che assumono la forma dell’animale che rappresenta il bisogno dell’individuo. Quindi, se cerchi la vista acuta necessaria per avere una visione migliore di una situazione, potresti trovarti con un’aquila per il tuo animale di potere; o se hai bisogno di forza e resistenza, un cervo o un orso possono entrare nella cornice. Ciò che è chiaro è che non possiamo quasi mai cercare la creatura che vorremmo di più avere; coloro che tentano questo spesso si trovano a incontrare l’esatto contrario.

Mahan Priti Anna

(segui il mio prossimo aricolo per conoscere una pratica che ti mette in contatto con il tuo animale di potere)


l’antagonista appartiene alla tua stessa qualità, in ultima analisi, sei tu stesso

Mahan Priti Anna

I miei seminari, corsi, contatti individuali, sono tutti a contributo volontario. Credo fermamente che queste pratiche vanno condivise, senza lucro.

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Rivendicare l’animale totem del tuo santo protettore

Molti dei santi della cristianità sono identificati da un simbolo animale. Collegati a questi animali e senti cosa il loro spirito ha da comunicarti

questo sotto è solo un piccolo elenco


Ape: Sant’Ambrogio, San Giovanni Crisostomo
Lupo: San Francesco d’Assisi
Cinghiale: San Cirico
Toro: San Luca, San Tommaso d’Aquino
Gallo: San Pietro, San Vito
Mucca: Santa Brigida
Corvo: Sant’Antonio
Cane: San Domenico, San Bernardo
Colomba: Sant’Ambrogio, San Gregorio
Drago: San Giorgio, Santa Margherita d’Antiochia
Aquila: San Giovanni Evangelista
Pesce: Sant’Antonio da Padova
Oca: Sant Brigid,
Agnello: Sant’Agnese, San Giovanni Battista
Leone: San Marco, San Girolamo
Topo: Santa Gertrude di Nivelles

Serpente: San Patrizio

Mahan Priti Anna

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L’Anima, il Daimon e noi, guidati dai messaggi degli animali

L’Anima è interpretata da Hillman come un’entità la cui presenza precede il momento del concepimento di ognuno di noi, che crea le condizioni e le circostanze necessarie perché si verifichi l’inizio della storia di ogni uomo, di ogni donna. L’anima fa in modo che si realizzino le premesse perché i nostri genitori possano incontrarsi, con tutto ciò che di positivo e di negativo potrà derivarne. Interviene nel processo di formazione dell’“essenza” che il corpo dovrà rivestire e conservare.

Anima, che Hillman definisce “quel fattore umano che rende possibile il significato delle nostre azioni e dei nostri pensieri e che trasforma gli eventi nelle esperienze, che possiamo comunicare agli altri con l’amore”.

L’anima sceglie di vivere la sua vita con noi per imprimere alla vita di ciascuno il marchio dell’unicità, che distingue ognuno di noi da ogni altro essere.

Il pensiero di Hillman si amplia, quando parla di un mistero, probabilmente di matrice indo-iranica, infiltratosi nella spiritualità mitica greca e poi ripreso da Socrate, affermando che, nell’attimo del concepimento, l’anima di ogni uomo, di ogni donna, è accompagnata da una “figura”, che si manifesta come una forma di energia personificata, non appartenente all’umano, che vive in noi per tutta la durata della nostra avventura terrestre.

Hillman, riagganciandosi a questa antichissima tradizione, che definisce “mitologica e universale”, assegna, a questa personificazione dell’unicità del nostro destino, il nome di “Daimon”.

Il daimon è una realtà psichica intima, personale, che, con ostinata fedeltà, ci ricorda l’esistenza, in noi, di un’immagine che, nel momento del concepimento, ognuno ha “scelto”: è il progetto che ogni uomo, ogni donna, dovrà sviluppare sulla terra, come una vocazione.

Il daimon, la cui patria non è sulla terra, possiede una volontà creativa, che ci motiva, che ci assiste ed è a guardia di questa vocazione che ci è stata offerta come un dono.

James Hillman usa queste parole per definire il daimon: “Un compagno che interiormente ci segue, come un’ombra, per tutta la vita, ma non è una guida morale, e non va confuso con la voce interiore della coscienza. Il daimon è colui che ci motiva, […] ci ricorda la direzione per proseguire nella nostra vocazione. Offre conforto, ma non sopporta l’innocenza, è incapace di adattarsi al tempo, […] nella vita trova errori, salti, nodi, […] c’entra con i sentimenti di unicità, di grandezza, e con l’inquietudine del cuore, con la sua impazienza, la sua insoddisfazione, i suoi struggimenti. Il daimon ha bisogno della sua parte di bellezza, e vuole ricevere testimonianza e riconoscimento perché partecipe dell’armonia del cosmo”.

Per potere esistere e seguirci per tutta la vita, il daimon che portiamo in noi ha, quindi, bisogno di ricevere la nostra testimonianza ed essere riconosciuto come il compagno dell’anima, ma anche come il custode del destino personale.

Dobbiamo imparare a “sentire e personificare” l’invisibile presenza del daimon che ci abita.

Questa invisibilità ci ricorda che entrare nell’invisibile significa cambiare il nostro sguardo sulla realtà, su di noi, sugli animali, sugli altri, sulla vita.

Il daimon ci chiede di avere cura di lui, di farlo partecipe del nostro pensiero, ci spinge a diventare consapevoli che con la sua presenza facciamo aderire il nostro destino a quello dell’universo.

Sarà il sentimento dilatato della “compassione e della riconoscenza” (nel senso buddista) verso il daimon a trasformare la sua impalpabilità in fisicità, risvegliando in noi la percezione del flusso della sua volontà concentrata su di noi.

Il daimon vuole che siano costantemente presenti nella nostra coscienza le necessità e i desideri che la nostra anima deve soddisfare nei periodi critici dell’esistenza, nei momenti in cui è preda dello smarrimento, del senso di debolezza, di inadeguatezza, con il timore di essere incapace a destreggiarsi nel caos, in cui l’anima stessa agisce, seguendo la sua vocazione.

Ogni giorno il daimon, lascia filtrare il suo messaggio. Ci chiede di facilitare e alleggerire il complesso lavorio dell’anima.

Sapiente conoscitore della forza trasformatrice degli animali, il daimon chiede alla parte migliore di noi di affidarsi alla loro potenza creativa e terapeutica, perché prendano forma, in noi, delle nuove attitudini psicologiche, adatte a tranquillizzare l’anima stessa impegnata a realizzare la sua e la nostra vocazione.

I messaggi degli animali che vorremmo ascoltare e decifrare per procedere nel viaggio di trasformazione, sono strutturati in modo che possano risuonare ed essere ascoltati soprattutto nell’anima. Qui è custodito il segreto delle nostre origini, inciso in una memoria implicita, che non conosceremo mai, anche se influenzerà per sempre la nostra vita fino all’ultimo giorno.

Attraverso il “medium” della nostra struttura fisiologica, che ci consente di vivere una seconda vita nel sogno, l’anima potrà “ascoltare” i messaggi, potrà capirli, e coglierne i significati ultimi.

Come ci dice ancora una volta James Hillman “…capire la lingua degli animali, non in senso letterale, basato sulle parole, ma nella risonanza emozionale da immagine animale ad anima animale, così come possono apparire nei sogni… ma tutto questo richiede una percezione estetica ed ecologica, per la quale la psicologia (quella umana) non si è ancora fatta l’occhio e l’orecchio…”.

Incontrando gli animali nel sogno, il luogo elettivo dove il “conscio dialoga con l’inconscio”, dove vibra una speciale capacità emotiva e ricettiva, che i sensi, come li conosciamo e li utilizziamo, non conoscono, saranno percepibili dall’anima i sentimenti degli animali, in tutta la loro potenzialità amorevole, consolatoria, rigenerante.

L’ultimo atto di questa esperienza, che ci coinvolge nella totalità, vedrà impegnata la nostra capacità di coordinare i sensi e gli “ultrasensi”, per ri-trasformare la sottigliezza dei messaggi per l’anima in materia sonora, che possa ri-suonare nelle nostre strutture fisiche e psichiche. È il momento della riscoperta delle potenzialità illimitate della corporeità.

Sarà questa esperienza a facilitarci il lavoro per interpretare l’anima, sarà il momento in cui i sensi del corpo, e le attese che li abitano, saranno gratificati, anche pienamente, dalla certezza che il dialogo con l’Anima, con il Daimon, con gli animali è finalmente attivo.

C’è un ultimo passo da compiere. Perché questa complessa, ma esaltante, esperienza possa avviarsi e progredire, dobbiamo sapere che, dagli animali, ci verrà chiesto, unica condizione, di mostrare, prima di ogni altra cosa, il nostro vero volto umano.

Gli animali prima di avvicinarsi ad un uomo, a una donna, loro discendenza prediletta, vogliono avere la certezza che, in ogni azione o in ogni pensiero, agiranno sempre partendo dalla consapevolezza dei privilegi di cui godono come umani e delle possibilità positive che sono a loro disposizione, attraverso l’attività del cervello, della mente e della coscienza.

Gli animali devono “sentire” qual è il nostro grado di umiltà, perché siano messi a nudo i lati oscuri, le mediocrità, gli egoismi, i circoli viziosi, le forme di violenza che hanno caratterizzato alcuni momenti della nostra vita. Vogliono cogliere in noi la presenza delle vibrazioni del cuore, perché possa riaffiorare l’originaria, appassionata, istintiva, amorevole, capacità di stupore infantile verso ciò che ci circonda, e, di conseguenza, verso le forze, a noi invisibili, che, fino dall’inizio della Vita stessa, segretamente la alimentano e con lei il Corpo, la Mente, l’Anima, il Daimon, la forza e la tenerezza degli Animali Guida, ma anche la misteriosa, oscura energia, che permea il Cosmo, di cui noi, come appartenenti al mondo animale, siamo figli.

Sicché anche da questo punto di vista,
chi studia la Natura
dovrà parlare più dell’anima
che della materia,
tanto più che la materia
è Natura grazie all’anima.

Aristotele (Ricerche sugli animali)

È nell’inconscio che incomincia la nostra evoluzione.
Se non riusciamo a capire questo concetto,
dimentichiamo che la nostra origine
è nel mondo animale.
Partendo dalla nostra anima animale
possiamo salire la scala che ci porta verso l’alto.

Carl Gustav Jung

tratto dal libro di Filippo Massara “Gli animali guida nostri custodi e Maestri”

Mahan Anna

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Sugli animali guida

Quale è il ruolo che questi straordinari modelli naturali svolgono da sempre nelle complesse vicende dell’umanità.

Nonostante il forte desiderio di vivere questa esperienza, la mente di alcuni di noi, prigioniera del pensiero logico, stenta a superare i dubbi e i timori sulla concretezza dell’arricchimento spirituale dell’uomo nello scambio comunicativo con l’animale e quindi sull’utilità della relazione.

Vengono così elaborate delle barriere difensive che prendono la forma di interrogativi.

Com’è possibile pensare che le finalità della presenza animale accanto a noi siano quelle di arricchire la nostra vita, e come possiamo trovare dei concetti che riassumano il vero significato della condivisione di valori propri di un unico regno animale, dove la presenza e l’azione di un gruppo influenza l’evolversi dell’esistenza degli altri?

Se anche così fosse, come riusciremo a percepire le intenzioni dell’animale che ha scelto di avvicinarsi a noi? Come percepiremo i suoi messaggi: in qualche luogo del corpo, della mente?

Come riusciremo a comprenderne il senso, noi abituati al linguaggio della parola?

Per capire, prima d’ogni altra cosa, le ragioni che spingono gli animali a legarsi noi, mi rifaccio al nucleo dei pensieri dell’analista e studioso junghiano Neil Russack: “…gli animali ci contattano per attivare la nostra immaginazione e per metterci in collegamento con il regno dei miti.

Sono i messaggeri delle deità del cielo e della terra. Sono coloro che superano le barriere per portare la loro presenza terapeutica all’interno delle nostre vite. Instaurando con loro un rapporto intimo, possiamo cogliere ciò che essi posseggono:

la vitalità, il piacere, il legame indissolubile con le forme elementari della materia che ci supportano e ci rinnovano”.

Gli animali ci dicono che, facendo nostra, in modo totale, la loro natura, ci apriamo alla loro saggezza, che ci invita ad accettare, serenamente e con gioia, e come unica possibile, la vita animale nella sua forma umana.

La loro presenza in noi è terapeutica per la psiche, ma, come vedremo, anche per l’anima, perché gli animali partecipano con la loro anima alle nostre difficoltà e desiderano aiutare i nostri tentativi di trasformazione, di cui spesso non siamo consapevoli.

Dando ascolto a quello che gli animali ci suggeriscono, possiamo riscoprire il passato e sviluppare un rapporto più fiducioso, perché più intuitivo, creativo e spontaneo, verso le scelte e le decisioni che la vita ci costringe a prendere. La nostra consapevolezza della connessione interiore con gli animali, il modo in cui li accogliamo nei corpi e nelle nostre anime, ci fortificherà con un’energia rinnovata, illuminata da un coraggio istintuale.

Tra l’animale e l’uomo ci sarà sempre uno scambievole flusso di doni, che coinvolgerà la loro anima e la nostra, perché tra loro esiste quel legame originario indistruttibile, fissato – come afferma Rupert Scheldrake – “da un campo quantistico facente parte del progetto olistico della Natura”.

tratto dal libro : Gli animali guida nostri custodi e maestri

Mahan Anna