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Rispondere di se stessi

dal libro “le vostre zone erronee”

L’essenza della grandezza consiste nella

capacità di scegliere la propria personale

realizzazione in circostanze nelle quali

altri scelgono la follia.

Voltati. Vedrai una compagna che ti segue costantemente. In mancanza di un nome migliore, chiamala Morte. È la tua Morte. Puoi averne paura, oppure servirtene a tuo vantaggio. Sta a te la scelta.

Poiché la morte non finisce mai di riproporsi, e la vita è di una brevità che toglie il fiato, domàndati: ”Dovrei forse evitare di fare le cose che voglio veramente fare?” ”Dovrei forse vivere la mia vita come vogliono gli altri?” “È importante accumulare cose?” “La vita è veramente tutta un rinvio?”. Le probabilità sono che le tue risposte si riassumano in poche parole: Vivere… Essere… Godere… Amare.

Puoi temere la morte, inutilmente, senza alcun frutto; oppure puoi servirtene per aiutarti a imparare a vivere bene.

La prossima volta che devi decidere se prenderti carico di te stesso o meno, se fare o meno la tua scelta, poniti questa importante domanda: ”Quanto manca alla mia morte?”. Con questa continua prospettiva, puoi ora compiere la tua scelta e lasciare a quelli che non muoiono mai i crucci, i timori, il dubbio se te la puoi permettere o meno, e il senso di colpa.

Se non fai questo passo, puoi prevedere di vivere la tua intera vita come gli altri dicono che devi viverla. Ma se il tuo soggiorno sulla terra è così breve, fa’ che almeno sia piacevole. In una parola, è la tua vita; falla come tu la vuoi.

Mahan Priti Anna


i miei seminari, consulenze personali, corsi e meditazioni sono a contributo libero.

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Meditazione sulla morte

Hai mai pensato di meditare sulla morte? E’ una pratica antichissima, gli yogi di un tempo sapevano perfettamente, che la paura della morte, racchiude tutte le altre nostre paure. Dunque affrontare la paura della morte, permette di mettersi in relazione con la vita in modo autentico.

E’ evidente come per noi occidentali meditare sulla morte, e anche solo parlarne è un tabù, da questo tabù come sempre scaturiscono incertezze e mistificazioni, nei detti popolari dalle mie parti si dice che solo una cosa è certa “la morte”, ma quanto questo concetto è interiorizzato? Rispetto a tutte le altre nostre certezze, l’idea della morte ha una consistenza diversa, comprendiamo che essa è inevitabile, ma manchiamo nella capacità di metterci in relazione autenticamente.

Prova a fare questo esperimento pensa, ad una cosa che dai per certo nella tua vita, relazionati a questa certezza, che sensazione percepisci? come reagisci a questa sensazione? Ora pensa alla morte e relazionati ancora a questa certezza, che sensazione provi e come reagisci? attraverso questo esperimento potrai cominciare a comprendere, che le due certezze hanno valori diversi e non nella declinazione di bello o brutto, ma nella qualità dell’idea nella vibrazione e nella capacità di comprenderla.

Mahan Priti Anna


i miei seminari corsi e consulti sono tuti a contributo libero