Categorie
Senza categoria

L’Anima, il Daimon e noi, guidati dai messaggi degli animali

L’Anima è interpretata da Hillman come un’entità la cui presenza precede il momento del concepimento di ognuno di noi, che crea le condizioni e le circostanze necessarie perché si verifichi l’inizio della storia di ogni uomo, di ogni donna. L’anima fa in modo che si realizzino le premesse perché i nostri genitori possano incontrarsi, con tutto ciò che di positivo e di negativo potrà derivarne. Interviene nel processo di formazione dell’“essenza” che il corpo dovrà rivestire e conservare.

Anima, che Hillman definisce “quel fattore umano che rende possibile il significato delle nostre azioni e dei nostri pensieri e che trasforma gli eventi nelle esperienze, che possiamo comunicare agli altri con l’amore”.

L’anima sceglie di vivere la sua vita con noi per imprimere alla vita di ciascuno il marchio dell’unicità, che distingue ognuno di noi da ogni altro essere.

Il pensiero di Hillman si amplia, quando parla di un mistero, probabilmente di matrice indo-iranica, infiltratosi nella spiritualità mitica greca e poi ripreso da Socrate, affermando che, nell’attimo del concepimento, l’anima di ogni uomo, di ogni donna, è accompagnata da una “figura”, che si manifesta come una forma di energia personificata, non appartenente all’umano, che vive in noi per tutta la durata della nostra avventura terrestre.

Hillman, riagganciandosi a questa antichissima tradizione, che definisce “mitologica e universale”, assegna, a questa personificazione dell’unicità del nostro destino, il nome di “Daimon”.

Il daimon è una realtà psichica intima, personale, che, con ostinata fedeltà, ci ricorda l’esistenza, in noi, di un’immagine che, nel momento del concepimento, ognuno ha “scelto”: è il progetto che ogni uomo, ogni donna, dovrà sviluppare sulla terra, come una vocazione.

Il daimon, la cui patria non è sulla terra, possiede una volontà creativa, che ci motiva, che ci assiste ed è a guardia di questa vocazione che ci è stata offerta come un dono.

James Hillman usa queste parole per definire il daimon: “Un compagno che interiormente ci segue, come un’ombra, per tutta la vita, ma non è una guida morale, e non va confuso con la voce interiore della coscienza. Il daimon è colui che ci motiva, […] ci ricorda la direzione per proseguire nella nostra vocazione. Offre conforto, ma non sopporta l’innocenza, è incapace di adattarsi al tempo, […] nella vita trova errori, salti, nodi, […] c’entra con i sentimenti di unicità, di grandezza, e con l’inquietudine del cuore, con la sua impazienza, la sua insoddisfazione, i suoi struggimenti. Il daimon ha bisogno della sua parte di bellezza, e vuole ricevere testimonianza e riconoscimento perché partecipe dell’armonia del cosmo”.

Per potere esistere e seguirci per tutta la vita, il daimon che portiamo in noi ha, quindi, bisogno di ricevere la nostra testimonianza ed essere riconosciuto come il compagno dell’anima, ma anche come il custode del destino personale.

Dobbiamo imparare a “sentire e personificare” l’invisibile presenza del daimon che ci abita.

Questa invisibilità ci ricorda che entrare nell’invisibile significa cambiare il nostro sguardo sulla realtà, su di noi, sugli animali, sugli altri, sulla vita.

Il daimon ci chiede di avere cura di lui, di farlo partecipe del nostro pensiero, ci spinge a diventare consapevoli che con la sua presenza facciamo aderire il nostro destino a quello dell’universo.

Sarà il sentimento dilatato della “compassione e della riconoscenza” (nel senso buddista) verso il daimon a trasformare la sua impalpabilità in fisicità, risvegliando in noi la percezione del flusso della sua volontà concentrata su di noi.

Il daimon vuole che siano costantemente presenti nella nostra coscienza le necessità e i desideri che la nostra anima deve soddisfare nei periodi critici dell’esistenza, nei momenti in cui è preda dello smarrimento, del senso di debolezza, di inadeguatezza, con il timore di essere incapace a destreggiarsi nel caos, in cui l’anima stessa agisce, seguendo la sua vocazione.

Ogni giorno il daimon, lascia filtrare il suo messaggio. Ci chiede di facilitare e alleggerire il complesso lavorio dell’anima.

Sapiente conoscitore della forza trasformatrice degli animali, il daimon chiede alla parte migliore di noi di affidarsi alla loro potenza creativa e terapeutica, perché prendano forma, in noi, delle nuove attitudini psicologiche, adatte a tranquillizzare l’anima stessa impegnata a realizzare la sua e la nostra vocazione.

I messaggi degli animali che vorremmo ascoltare e decifrare per procedere nel viaggio di trasformazione, sono strutturati in modo che possano risuonare ed essere ascoltati soprattutto nell’anima. Qui è custodito il segreto delle nostre origini, inciso in una memoria implicita, che non conosceremo mai, anche se influenzerà per sempre la nostra vita fino all’ultimo giorno.

Attraverso il “medium” della nostra struttura fisiologica, che ci consente di vivere una seconda vita nel sogno, l’anima potrà “ascoltare” i messaggi, potrà capirli, e coglierne i significati ultimi.

Come ci dice ancora una volta James Hillman “…capire la lingua degli animali, non in senso letterale, basato sulle parole, ma nella risonanza emozionale da immagine animale ad anima animale, così come possono apparire nei sogni… ma tutto questo richiede una percezione estetica ed ecologica, per la quale la psicologia (quella umana) non si è ancora fatta l’occhio e l’orecchio…”.

Incontrando gli animali nel sogno, il luogo elettivo dove il “conscio dialoga con l’inconscio”, dove vibra una speciale capacità emotiva e ricettiva, che i sensi, come li conosciamo e li utilizziamo, non conoscono, saranno percepibili dall’anima i sentimenti degli animali, in tutta la loro potenzialità amorevole, consolatoria, rigenerante.

L’ultimo atto di questa esperienza, che ci coinvolge nella totalità, vedrà impegnata la nostra capacità di coordinare i sensi e gli “ultrasensi”, per ri-trasformare la sottigliezza dei messaggi per l’anima in materia sonora, che possa ri-suonare nelle nostre strutture fisiche e psichiche. È il momento della riscoperta delle potenzialità illimitate della corporeità.

Sarà questa esperienza a facilitarci il lavoro per interpretare l’anima, sarà il momento in cui i sensi del corpo, e le attese che li abitano, saranno gratificati, anche pienamente, dalla certezza che il dialogo con l’Anima, con il Daimon, con gli animali è finalmente attivo.

C’è un ultimo passo da compiere. Perché questa complessa, ma esaltante, esperienza possa avviarsi e progredire, dobbiamo sapere che, dagli animali, ci verrà chiesto, unica condizione, di mostrare, prima di ogni altra cosa, il nostro vero volto umano.

Gli animali prima di avvicinarsi ad un uomo, a una donna, loro discendenza prediletta, vogliono avere la certezza che, in ogni azione o in ogni pensiero, agiranno sempre partendo dalla consapevolezza dei privilegi di cui godono come umani e delle possibilità positive che sono a loro disposizione, attraverso l’attività del cervello, della mente e della coscienza.

Gli animali devono “sentire” qual è il nostro grado di umiltà, perché siano messi a nudo i lati oscuri, le mediocrità, gli egoismi, i circoli viziosi, le forme di violenza che hanno caratterizzato alcuni momenti della nostra vita. Vogliono cogliere in noi la presenza delle vibrazioni del cuore, perché possa riaffiorare l’originaria, appassionata, istintiva, amorevole, capacità di stupore infantile verso ciò che ci circonda, e, di conseguenza, verso le forze, a noi invisibili, che, fino dall’inizio della Vita stessa, segretamente la alimentano e con lei il Corpo, la Mente, l’Anima, il Daimon, la forza e la tenerezza degli Animali Guida, ma anche la misteriosa, oscura energia, che permea il Cosmo, di cui noi, come appartenenti al mondo animale, siamo figli.

Sicché anche da questo punto di vista,
chi studia la Natura
dovrà parlare più dell’anima
che della materia,
tanto più che la materia
è Natura grazie all’anima.

Aristotele (Ricerche sugli animali)

È nell’inconscio che incomincia la nostra evoluzione.
Se non riusciamo a capire questo concetto,
dimentichiamo che la nostra origine
è nel mondo animale.
Partendo dalla nostra anima animale
possiamo salire la scala che ci porta verso l’alto.

Carl Gustav Jung

tratto dal libro di Filippo Massara “Gli animali guida nostri custodi e Maestri”

Mahan Anna

Di Mahan Priti Anna

Mahan Priti Anna, e sono una insegnante di yoga e meditazione, una curandera, una praticante sciamana, una studiosa e ricercatrice di esoterismo da oltre 30 anni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...